Fino a poco tempo fa il retinolo era considerato quasi un ingrediente indispensabile nella skincare anti-età. Oggi viene sempre più spesso confrontato con il retinale: i brand cosmetici lanciano nuovi sieri, propongono formule perfezionate e promettono risultati più rapidi. A volte sembra che il retinolo sia ormai superato e che il retinale sia arrivato per sostituirlo. Ma ha davvero senso cambiare un prodotto che funziona bene solo perché sul mercato cosmetico è comparso un nuovo favorito? E il retinale è davvero più efficace?
La differenza tra questi ingredienti è più interessante di quanto lascino intendere le promesse pubblicitarie. E i risultati degli studi clinici permettono di osservarla da un punto di vista pratico.
Retinale e retinolo: quali sono le differenze e come agiscono
Il retinolo (Retinol) e il retinale (Retinal, o Retinaldehyde) appartengono alla famiglia dei retinoidi, derivati della vitamina A utilizzati per migliorare la texture della pelle, ridurre i segni del fotoinvecchiamento e correggere alcune imperfezioni.
Entrambi gli ingredienti partecipano allo stesso processo biochimico. Il retinolo viene convertito in retinale, mentre il retinale viene convertito in acido retinoico, che si lega a specifici recettori cellulari e influenza l’espressione dei geni legati al rinnovamento e al funzionamento della pelle.
Sequenza di conversione del retinolo e del retinale in acido retinoico biologicamente attivo.
È proprio da qui che nasce il confronto più popolare. Al retinale serve un solo passaggio per trasformarsi in acido retinoico, mentre al retinolo ne servono due. Per questo il retinale viene spesso definito più rapido e più potente. In questa spiegazione c’è una logica biochimica. Tuttavia, la velocità di conversione della molecola non equivale alla velocità con cui le rughe scompaiono. Sul risultato incidono la concentrazione, la stabilità del principio attivo, il sistema di veicolazione, la composizione della crema o del siero e la regolarità d’uso.
Perché il retinale è diventato così popolare
Il retinale non è una novità in cosmetologia. Le sue proprietà vengono studiate da decenni, ma è soprattutto negli ultimi anni che è diventato uno degli ingredienti più visibili della skincare anti-età. Le ragioni sono diverse, e non tutte legate a nuove scoperte scientifiche.
La prima è lo sviluppo delle tecnologie cosmetiche. I retinoidi sono difficili da utilizzare nelle formule a causa della loro sensibilità alla luce, all’ossigeno e alla temperatura. È un problema ben noto ai produttori di prodotti con retinolo, ma anche il retinale ha bisogno di protezione dalla degradazione. Le moderne tecnologie di incapsulamento, i sistemi di veicolazione degli attivi e i packaging protettivi hanno ampliato le possibilità di creare cosmetici con retinale. Lo sviluppo di queste tecnologie viene trattato, tra l’altro, in una review scientifica del 2024.
La seconda ragione è una caratteristica della molecola particolarmente efficace dal punto di vista del marketing. Un passaggio di conversione invece di due è un argomento facile da spiegare anche a chi non conosce la chimica cosmetica. Per il consumatore suona convincente: meno conversioni, risultato più rapido. Così un processo biochimico complesso si è trasformato in un vantaggio pubblicitario facile da comprendere.
La terza ragione è il cambiamento del mercato della skincare. Il retinolo è da tempo un ingrediente familiare, e i consumatori che già lo conoscono cercano nuove opzioni. Il retinale si è rivelato una risposta comoda a questa richiesta: stessa famiglia dei retinoidi, molecola diversa, nuove formule e la promessa di una cura più efficace.
Così il retinale si è trovato al punto d’incontro tra sviluppo tecnologico, interesse per gli ingredienti attivi e comunicazione efficace. Ma dietro la bella storia del nuovo favorito c’è una domanda molto più interessante: che cosa mostra davvero negli studi clinici?
Che cosa mostrano gli studi clinici su retinale e retinolo
Si può parlare dell’efficacia dei cosmetici in molti modi. I produttori amano le foto prima e dopo e le recensioni dei consumatori. I ricercatori, invece, misurano cambiamenti specifici: profondità delle rughe, texture, idratazione, elasticità e parametri della struttura cutanea. Per il retinolo esiste un’esperienza clinica più lunga. Anche per il retinale esistono studi condotti sull’uomo, compreso un confronto diretto tra i due ingredienti. Vediamo tre lavori i cui risultati sono particolarmente interessanti per scegliere un cosmetico in modo pratico.
Confronto diretto del 2021: il retinale ha superato il retinolo su diversi parametri
Nel 2021 alcuni ricercatori coreani hanno pubblicato sul Journal of Cosmetic Dermatology uno studio randomizzato con 23 volontari. La particolarità dello studio era che retinale e retinolo venivano confrontati su due metà diverse del viso della stessa persona. Su una metà del viso veniva applicata una crema con retinale in uno speciale sistema di veicolazione vescicolare multistrato, sull’altra una crema con retinolo. Sono state utilizzate concentrazioni dello 0,05% o dello 0,1%. Per otto settimane i ricercatori hanno misurato la profondità delle rughe perioculari, l’idratazione, l’elasticità, i contorni del viso e la densità del derma.
Dopo otto settimane, tutti i parametri misurati erano migliorati in modo statisticamente significativo su entrambi i lati del viso. In altre parole, sia il retinolo sia il retinale hanno dimostrato efficacia clinica nello stesso periodo di tempo. Tuttavia, il lato trattato con retinale ha ottenuto risultati migliori nella maggior parte dei parametri oggettivi. In particolare, i ricercatori hanno osservato un miglioramento più marcato della profondità delle rughe, dell’idratazione, dell’elasticità e dei contorni del viso. Le differenze nella densità del derma non hanno raggiunto la significatività statistica.
È un risultato importante a favore del retinale. Inoltre, è stato ottenuto tramite misurazioni strumentali, e non solo in base alle impressioni soggettive dei partecipanti. C’è però un dettaglio da conoscere prima dell’acquisto. In questo studio il retinale era contenuto in vescicole multistrato, strutture speciali progettate per veicolare il principio attivo. In altre parole, i ricercatori hanno dimostrato il vantaggio di una specifica formula con retinale, non la superiorità universale di qualsiasi retinale rispetto a qualsiasi retinolo.
Per il consumatore, questa è forse una conclusione ancora più utile. Non basta vedere la parola Retinal sull’etichetta. Conta il modo in cui il produttore ha formulato il prodotto.
Fonte: Kim et al., 2021. The efficacy and safety of multilamellar vesicle containing retinaldehyde: A randomized, split-face controlled study. Journal of Cosmetic Dermatology. PubMed.
Retinale 0,05% contro 0,1%: una concentrazione più alta è sempre migliore?
In uno studio del 2018 hanno partecipato 40 donne che per tre mesi hanno utilizzato creme con retinale alle concentrazioni dello 0,05% o dello 0,1%. I risultati sono stati valutati tramite misurazioni strumentali di texture, idratazione, perdita d’acqua transepidermica e indice di melanina.
Dopo tre mesi entrambe le concentrazioni hanno portato a un miglioramento visibile delle condizioni della pelle. E l’aspetto interessante è questo: per alcuni parametri i risultati sono risultati molto simili.
Che cosa è cambiato in 3 mesi
| Parametro | 0,05% | 0,1% |
|---|---|---|
| Miglioramento della texture | 12,6% | 13,7% |
| Aumento dell’idratazione | 6,0% | 10,2% |
| Riduzione della perdita d’acqua (TEWL) | 17,9% | 14,5% |
| Variazione dell’indice di melanina | Nessuna riduzione significativa | −6,5% |
Secondo i dati di Kwon et al., 2018. Le percentuali indicano le variazioni rispetto ai valori iniziali in ciascun gruppo.
La differenza tra le concentrazioni per texture, idratazione e perdita d’acqua non era statisticamente significativa. Dunque, lo studio non ha dimostrato un vantaggio convincente dello 0,1% rispetto allo 0,05% per questi parametri.
Per quanto riguarda la pigmentazione, invece, il quadro è leggermente diverso. Nel gruppo trattato con retinale allo 0,1%, l’indice di melanina è diminuito in modo statisticamente significativo del 6,5% rispetto al valore iniziale. È un risultato interessante per la concentrazione più alta.
Va sottolineato che entrambe le creme sono state ben tollerate.
La conclusione pratica è semplice: se il tuo obiettivo è rendere la pelle più liscia, migliorare la texture e l’idratazione, non è necessario cercare subito la percentuale più alta di retinale. Anche la concentrazione dello 0,05% ha mostrato buoni risultati. La scelta di un prodotto più potente ha senso se collegata a esigenze specifiche della pelle, prima fra tutte la pigmentazione.
Fonte: Kwon et al., 2018. Efficacy and safety of retinaldehyde 0.1% and 0.05% creams used to treat photoaged skin. Journal of Cosmetic Dermatology. PubMed.
Retinolo: non solo riduzione delle rughe, ma anche cambiamenti nella struttura cutanea
Il retinolo è diventato uno degli ingredienti più conosciuti della skincare anti-età molto prima dell’attuale popolarità del retinale. E il motivo non era solo legato alle promesse cosmetiche.
Nel 2007, su Archives of Dermatology, è stato pubblicato uno studio condotto su 36 persone di età superiore agli 80 anni. L’età media dei partecipanti era di 87 anni. Sulla pelle di un avambraccio veniva applicata una lozione con retinolo allo 0,4%, sull’altro lo stesso prodotto senza retinolo. La procedura veniva eseguita fino a tre volte alla settimana per 24 settimane. I ricercatori volevano verificare se il retinolo potesse influire sull’invecchiamento cutaneo naturale, e non solo sui cambiamenti provocati dalle radiazioni solari.
Il risultato è stato netto. Su una scala a nove punti, la presenza di rughe sottili nell’area trattata con retinolo si è ridotta in media di 1,64 punti. Nell’area di controllo, la variazione è stata di appena 0,08 punti. Nei 23 partecipanti che hanno completato l’intero ciclo, la riduzione delle rughe sottili iniziava a comparire già dopo quattro settimane e proseguiva per tutta la durata dello studio.
Ma l’aspetto più importante è emerso dall’analisi di laboratorio dei campioni cutanei. Nelle aree in cui era stato utilizzato il retinolo aumentavano i livelli di glicosaminoglicani, molecole che aiutano i tessuti a trattenere acqua. È stato inoltre osservato un aumento dei marker del procollagene di tipo I, precursore del collagene. Questi cambiamenti sono stati confermati nell’analisi di piccoli sottogruppi di partecipanti dai quali erano stati prelevati i relativi campioni.
In altre parole, il miglioramento dell’aspetto della pelle era accompagnato da cambiamenti dei suoi componenti strutturali. Questo spiega perché il retinolo possa agire non solo sulla levigatezza superficiale, ma anche sui segni dell’invecchiamento cronologico naturale.
Con questo schema d’uso si sono comunque verificati fenomeni irritativi: una parte dei partecipanti ha interrotto anticipatamente l’utilizzo a causa di prurito o irritazione. È un dettaglio importante, soprattutto quando si parla di pelle molto sottile e matura.
Dunque è presto per accantonare il retinolo. Alle sue spalle non ci sono solo decenni di popolarità, ma anche studi in cui i cambiamenti della pelle sono stati valutati a livello cellulare e tissutale.
Fonte: Kafi et al., 2007. Improvement of Naturally Aged Skin With Vitamin A (Retinol). Archives of Dermatology. JAMA Network.
Il retinale è davvero più delicato del retinolo?
Il retinale viene spesso promosso come un’alternativa più efficace e al tempo stesso più delicata al retinolo. Ma gli studi confermano davvero che provochi irritazione meno spesso?
Nel confronto diretto del 2021 già citato, entrambe le formule sono state ben tollerate e i ricercatori non hanno registrato eventi avversi. Anche nello studio di tre mesi del 2018 è stata osservata una buona tollerabilità delle creme con retinale allo 0,05% e allo 0,1%.
Quindi il retinale può offrire un effetto visibile senza irritazione marcata. Tuttavia, questi risultati non dimostrano che sia sempre più delicato del retinolo. La tollerabilità dipende dalla concentrazione, dalla composizione del prodotto, dalla frequenza di applicazione e dalla reazione individuale della pelle.
Se in passato il retinolo ha provocato bruciore o desquamazione intensa, il passaggio al retinale va considerato come la possibilità di provare un’altra formula, non come un modo garantito per evitare l’irritazione. A volte è sufficiente ridurre la concentrazione del retinoide o la frequenza d’uso.
Tra l’altro, bruciore e desquamazione non indicano che il retinoide stia funzionando meglio. Non ha senso sopportare un’irritazione costante per ottenere un risultato che può essere raggiunto con una routine più confortevole.
E se il retinoide serve non per le rughe, ma per l’acne?
I retinoidi non vengono utilizzati solo contro i cambiamenti legati all’età. Agiscono sui processi di cheratinizzazione della pelle e aiutano a prevenire la formazione dei comedoni, follicoli piliferi ostruiti che possono diventare la base per lo sviluppo di lesioni acneiche.
Anche il retinale è stato studiato per questo tipo di trattamento cosmetico. In un piccolo studio del 2021, 23 partecipanti con acne lieve o moderata hanno utilizzato per quattro settimane una nanoemulsione con retinale allo 0,05%. Già dopo due settimane il numero di comedoni aperti e chiusi era diminuito, e alla fine dello studio è stata osservata anche una riduzione della secrezione di sebo.
È un risultato promettente per la cura cosmetica della pelle soggetta a comedoni. Allo stesso tempo, lo studio era di piccole dimensioni e non prevedeva un gruppo di controllo. In caso di acne infiammatoria persistente è più opportuno orientarsi verso un trattamento dermatologico, compresi retinoidi topici con efficacia anti-acne meglio documentata, come adapalene o tretinoina.
Vale la pena passare dal retinolo al retinale?
Immaginiamo una situazione familiare. Usi da alcuni mesi un siero al retinolo. La pelle è diventata più liscia, le rughe sottili sono meno visibili, non c’è irritazione. Poi compare la pubblicità del retinale, che promette un effetto più rapido e più evidente. Naturalmente viene voglia di provare la novità. Soprattutto quando i suoi vantaggi vengono spiegati non solo con belle parole, ma con la biochimica e i risultati degli studi. Ma otterrai davvero di più da un altro prodotto? Non necessariamente.
Se il retinolo funziona bene e sei soddisfatta o soddisfatto del risultato, non c’è bisogno di passare al retinale. La pelle non valuta la novità di un ingrediente. Per lei contano l’effettiva attività della formula, la regolarità d’uso e la capacità di mantenere una routine confortevole. Il discorso cambia se il prodotto attuale non convince per texture, tollerabilità o risultato. In quel caso ha senso considerare il retinale come alternativa. Per orientarsi più facilmente, abbiamo raccolto i principali scenari di scelta.
Mini-guida: retinolo o retinale, cosa scegliere?
Non hai mai usato retinoidi prima
Puoi iniziare con retinolo o retinale a bassa concentrazione. L’importante è introdurre il prodotto gradualmente.
Il retinolo funziona e ti soddisfa
Continua con il prodotto attuale. Non ha senso cambiare routine solo per un nuovo trend.
Vuoi provare un’altra formula
Valuta il retinale allo 0,05%. Per questa concentrazione esistono dati clinici sul miglioramento di texture e idratazione.
Ti preoccupano tono non uniforme e fotoinvecchiamento
Entrambi gli ingredienti possono essere adatti. Per il retinale allo 0,1% esistono dati sulla riduzione dell’indice di melanina.
La pelle è sensibile o soggetta a irritazione
Scegli il prodotto in base a formula, concentrazione e tollerabilità, non alla reputazione dell’ingrediente.
La pelle è secca, irritata o reagisce con bruciore
Prima ripristina il comfort cutaneo. Reintroduci i retinoidi dopo la scomparsa dell’irritazione.
Come scegliere un prodotto con retinale
Per prima cosa guarda la concentrazione. Per un primo approccio si possono prendere in considerazione prodotti con un contenuto più basso di retinale, per esempio lo 0,05%. Se tolleri già bene i retinoidi, puoi valutare anche altre concentrazioni, tenendo conto delle caratteristiche del prodotto specifico.
Formula e packaging sono altrettanto importanti. I retinoidi sono sensibili ai fattori esterni, quindi vale la pena fare attenzione a se il produttore spiega il metodo di stabilizzazione dell’ingrediente, se utilizza un packaging opaco o ermetico e se dispone di dati sull’efficacia del prodotto finito.
Nei materiali pubblicitari si possono trovare affermazioni secondo cui una certa concentrazione di retinale corrisponderebbe a una concentrazione molto più alta di retinolo. Per esempio, che lo 0,1% di retinale equivalga all’1% di retinolo. Non esiste un rapporto universale di questo tipo. Il risultato dipende dalla formula finita, non solo dalla percentuale di principio attivo.
E un altro dettaglio pratico: un buon prodotto con retinale non deve necessariamente essere il più costoso della categoria. È molto più utile valutarne composizione, packaging, concentrazione e quanto si inserisce comodamente nella tua routine.
Come passare correttamente al retinale
Anche se la pelle conosce già bene il retinolo, è meglio introdurre un nuovo prodotto gradualmente. Inizia con due sere alla settimana, applicando il prodotto sulla pelle asciutta dopo la detersione, salvo diversa indicazione del produttore. In questo periodo è meglio eliminare dalla routine il retinolo precedente. Non c’è una necessità pratica di combinare entrambi i retinoidi nella stessa routine serale: questo aumenta soprattutto il rischio di irritazione.
Una crema idratante aiuterà a mantenere il comfort cutaneo, mentre la frequenza di applicazione del retinale può essere aumentata gradualmente in base alla risposta della pelle. Nelle prime settimane non avere fretta di abbinarlo a peeling acidi e ad altri attivi potenzialmente irritanti. Al mattino usa una protezione solare ad ampio spettro con SPF 30 o superiore.
Durante la gravidanza i retinoidi non si usano. Se stai programmando una gravidanza o stai allattando, la scelta di questo tipo di skincare va concordata con il medico.
Il risultato non va valutato dopo poche applicazioni, ma almeno dopo 8–12 settimane di uso regolare. Negli studi, proprio in questo arco di tempo sono stati osservati miglioramenti visibili di texture, idratazione e rughe sottili. Alcuni cambiamenti legati all’azione del retinolo hanno continuato ad aumentare anche nel corso di sei mesi.
Quindi il retinale è davvero migliore?
Il retinale ha vantaggi reali, confermati da studi clinici. È in grado di migliorare texture cutanea, idratazione, elasticità e visibilità delle rughe sottili. Le tecnologie moderne lo hanno reso un’alternativa interessante al retinolo, e i risultati di alcuni confronti clinici offrono buoni motivi per prenderlo sul serio. Tuttavia, il retinolo non è diventato meno efficace solo perché è comparso un nuovo favorito. Alle sue spalle ci sono decenni di studi e di utilizzo pratico.
Il retinale merita attenzione non perché è di moda. Ma non è affatto necessario sostituire il retinolo con il retinale solo perché è di moda.
Fonti
- Kim et al. (2021). The efficacy and safety of multilamellar vesicle containing retinaldehyde: A randomized, split-face controlled study. Journal of Cosmetic Dermatology.
- Kwon et al. (2018). Efficacy and safety of retinaldehyde 0.1% and 0.05% creams used to treat photoaged skin. Journal of Cosmetic Dermatology.
- Kafi et al. (2007). Improvement of Naturally Aged Skin With Vitamin A (Retinol). Archives of Dermatology.
- Zhong et al. (2024). Topical retinoids: Novel derivatives, nano lipid-based carriers, and combinations to improve chemical instability and skin irritation. Journal of Cosmetic Dermatology.
- Temova Rakuša et al. (2021). Retinoid stability and degradation kinetics in commercial cosmetic products.
- Kim et al. (2021). A pilot study evaluating the efficacy and safety of retinaldehyde-loaded niosomes against mild-to-moderate acne.
- American Academy of Dermatology. Retinoid or retinol?
- American Academy of Dermatology. Dermatologist-approved pregnancy skin care.